Laboratorio di progettazione non violenta

13 LUGLIO 2004: SECONDO INCONTRO


DOVE SI ANNIDA LA VIOLENZA NELLA QUOTIDIANITÀ?

ATTI DI INVISIBILE VIOLENZA
L'inacessibilità degli edifici
Paura
Confine
Idee progettuali

TEMI AFFRONTATI
le città murate
un edificio senza finestre
il centro commerciale

IL CONFINE: FISICO E MENTALE
Inteso in senso positivo: il recinto sacro come prima forma architettonica
funzione protettiva del recinto (istinto di preservazione)
recinto che permette la relazione
la soglia intesa come passaggio
confini invisibili: la separatezza come valore
come preservazione del proprio essere (rispetto)
inviolabilità come confine


Inteso in senso negativo: in quanto tale, perché distingue tra me e l'altro
come strumento gerarchico
una soglia non accessibile
linea netta, impermeabile
confini invisibili: non-luoghi
linguaggio
immagine (prossemica)
separatezza data dall'atteggiamento
separatezza data dall'ignoranza
confine discriminante
confine come limite

QUANDO UN PROGETTO È VIOLENTO?
Quando il punto di partenza della progettazione è il solo concetto architettonico
Quando i principi della progettazione sono prettamente economici
Quando lo spazio progettato annulla l’identità del luogo e dei fruitori
Quando impedisce la libertà di scelta
Può l'adattamento dell?uomo modificare la percezione della violenza?

SI PUÒ DIRE CHE UN PROGETTO VIOLENTO SIA SBAGLIATO?
No, se rimane sulla carta
No, se ha una funzione prettamente simbolica
Si, se non rispetta le necessità base (benessere) dell'individuo
Si, se non rispetta la salvaguardia dell'ambiente

QUANDO UN PROGETTO NON È VIOLENTO?
Quando il punto di partenza della progettazione è l'individuo
Quando il punto di partenza della progettazione è la responsabilità nei confronti dell'ambiente
Quando alla base della progettazione c'è la consapevolezza


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